SHERWOOD CHANGES FOR ACCESSIBILITY con il DISABILITY PRIDE.

Il festival iniziato il 10 giugno a Padova offrirà ai visitatori con disabilità servizi e accorgimenti per rendere più accessibile lo spazio, i contenuti e le informazioni, anche grazie alla collaborazione con la rete del Disability Pride.

Sempre più eventi, sempre più accessibili.

Dal 10 giugno 2026 al Park Nord di Padova è iniziata la nuova edizione dello “Sherwood Festival”, che quest’anno presenterà gradite novità.

Gli organizzatori, infatti, nei mesi precedenti alla manifestazione hanno iniziato un percorso con soggetti che si occupano di accessibilità universale, da quella fisica, a quella culturale, comunicativa e relazionale. Tra queste realtà il Disability Pride ha dato un grande contributo.

Durante Sherwood Festival saranno progressivamente attivati:

  • una pagina web, sul sito del festival dedicata alle informazioni sull’accessibilità del festival;
  • un indirizzo mail dedicato: accessibility@sherwoodfestival.it;
  • servizi di interpretariato LIS (Lingua dei Segni Italiana) per alcuni eventi: 6 luglio in Second Stage, “Normalità autoritaria”, con Ilaria CucchiTamar Pitch e Lince, con la moderazione di Rossella Puca della Rete No Ddl Sicurezza22 giugno in Second Stage “Rotte di resistenza: la Global Sumud Flotilla contro l’assedio”, organizzato dall’Associazione Ya Basta! Êdî Bese!, con Maria Elena DeliaTony La Piccirella e molte delle realtà che hanno animato l’ultima esperienza della Flotilla.
  • Per tutta la durata del festival saranno disponibili tablet per il video-interpretariato LIS a distanza
  • mappe e segnaletica in Comunicazione Aumentativa e Alternativa (CAA);
  • una pedana rialzata per persone con disabilità motoria;
  • due servizi igienici accessibili;
  • rampe di accesso presso gli stand;
  • punti per una comoda inversione di marcia per chi si muove in sedia a ruote nel caso la calca non li rendesse agevoli nei percorsi;
  • 4 stalli di parcheggio gialli nel parcheggio staff, adiacente all’area di ingresso del festival, dotati degli spazi necessari a consentire un agevole discesa o salita in auto anche per chi si muove in sedia a ruote;
  • il Punto Fucsia: uno spazio di ascolto, cura e accessibilità. In questo punto saranno presenti dispositivi come cuffie antirumore, tablet per l’interpretariato LIS, tappi per le orecchie disponibili gratuitamente, servizio dog-friendly per cani guida
  • attività sportive inclusive e laboratori introduttivi alla LIS aperti a bambini e ragazzi che si svolgeranno all’interno della giornata tematica “Sherwood for kids” il 21 giugno dalle 17.00 alle 19.00 in Enoteca.
Locandina dell'evento Sherwood festival 2026 dal 10 giugno al 12 luglio Musica not War
Volantino sherwood changes for Accessibility, servizi per l'accessibilità riportati nel testo dell'articolo.

Non più luoghi e attività speciali ma semplice progettazione per consentire a tutti di partecipare agli eventi, perché, come scrive il nostro Daniele Renda nella pagina curata per il Festival:

“…la disabilità non è un tema da relegare esclusivamente al sociale, dinamica che invece continua tristemente a prevalere. Ancora oggi in ambito culturale si fa fatica a ragionare in termini di accoglienza.

Per questo motivo Sherwood Festival intende infiltrarsi negli immaginari diffusi per generare delle narrazioni altre, che mescolate con le voci già presenti nel panorama culturale contribuiscano alla creazione di un ecosistema in grado di accogliere le necessità e le esigenze di tutti, indistintamente dalle caratteristiche fisiche, sensoriali, mentali e psichiche.

Un luogo condiviso, nel quale le diversità possano convivere e attraversare un esperienza comune ognuno in maniera differente, ognuno a modo suo.

“Sherwood Changes for Accessibility” nasce dalla consapevolezza che il macrotema richiamato in causa da queste riflessioni, è quello dell’accessibilità – fisica, percettiva, economica – dei luoghi della cultura, per quel che riguarda la partecipazione diretta ma soprattutto la possibilità per tutti di fruirne liberamente ed autonomamente.

Le barriere che vorremmo abbattere e che vorremmo venissero prese in considerazione sono quelle culturali, quelle che impediscono a una persona con disabilità di immaginarsi spettatore e pubblico accedendo ai luoghi dell’arte, non tramite percorsi preferenziali, ma dall’entrata principale”.

Un ringraziamento speciale alle volontarie e ai volontari del DPN Giulia Taronna, che ha curato le neurodivergenze e la CAA ), Dajana Giuffré, che ha curato le disabilità sensoriali e Alessandro Rizzello che si è occupato di disabilità motoria e comunicativa.

Qui il link al sito del festival:

https://www.sherwoodfestival.it/accessibility

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